Giornale Di Brescia Libri 2007-06-02 Pagina 34

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Data e Ora: 02/06/07

34

00.41 - Pag: 34 - Pubb: 02/06/2007 - Composite

LIBRI

SABATO 2 GIUGNO 2007

Giornale di Brescia

GARZANTI PUBBLICA «FIGLIA DEL SILENZIO» DI KIM EDWARDS

Due gemelli separati: lui sano, lei malata in un mondo dominato dalla colpa Nel 1964 la sindrome di Down spaventava molto più di adesso; era una malattia che spesso portava ad una morte prematura e per la quale la scienza medica si limitava a incerti e limitati consigli. L’abbandono in un istituto per malati di mente era il più frequente. E gravava sulle famiglie un terribile senso di colpa, rispetto al quale non era possibile trovare rete. La piccola Phoebe, nata in una notte di tempesta a Lexington, nel cuore del Kentucky, riuscirà a sfuggire per caso a questo destino. In una concitata notte di emer-

genza in cui la neve ha reso le strade della città impraticabili, il chirurgo ortopedico David Henry si ritrova ad assistere il parto della moglie e, con l’aiuto della fedelissima infermiera Caroline Gill, farà nascere i suoi due bambini: Paul, perfettamente sano, e Phoebe che quell’inconfondibile taglio obliquo degli occhi condanna a un avvenire ben diverso da quello del fratello. Travolto dall’inaspettato dolore per quella che crede una atavica colpa da scontare nella propria famiglia, l’uomo si trova improvvisamente di fronte ad un bivio. E

sceglie di mentire: affida la neonata all’infermiera perché la conduca in un istituto e dice alla moglie che solo uno dei gemelli si è salvato. Da quel momento la sua vita, e quella di tutti coloro che lo circondano, non sarà più la stessa. Basati sulla menzogna, i venticinque anni narrati nel libro troveranno i protagonisti intenti a costruirsi delle esistenze basate sull’inesistente. Da una parte David Henry e il suo terribile segreto che, nel tempo, si farà sempre più insopportabile e che, come una piovra, allun-

L’Italia del boom economico e le sue vittime nell’ultimo romanzo di Sandro Veronesi

Brucia Troia con i suoi disperati Il quartiere dei poveri, un mistico, un brefotrofio Enrico Mirani Un triangolo di terra stretto fra due rami della ferrovia ed il fiume accoglie un quartiere brulicante di umanità varia, per lo più disperati, reietti, ladri, ricettatori e puttane. Gente scesa dalla montagna, contadini spostati, immigrati meridionali, disadattati. Un agglomerato di casacce in continuo mutamento, chiamato infatti il Cantiere, collegato da un sottopasso al quartiere del Buon Cammino e quindi alla città presentabile, quella che cresce con la diffusione del benessere. Sono gli anni Cinquanta e Sessanta, il boom economico italiano stravolge la fisionomia delle città, abbatte vecchi confini sociali, innalza nuovi steccati, ignora con disinvoltura le vittime del progresso. Mentre un predicatore, dal brefotrofio sulla collina che domina il Cantiere e la città, proclama la venuta della Vergine, innalzando altari psichedelici per denunciare il dio denaro. Figure intense, cariche di odio e di amore, con l'anima strappata, navigano in questo scenario, fra le stanze del brefotrofio, le catapecchie del Cantiere, le strade eleganti del Buon Cammino, le desolate periferie industriali. E' un bel romanzo quest'ultimo

di Sandro Veronesi. «Brucia Troia» (il titolo è preso da una canzone dell'amico Vinicio Capossela) evoca una città (meglio: una civiltà) preda dell'autodistruzione, che forse non merita di essere risparmiata. Il libro ha avuto una lunga gestazione, la prima stesura risale infatti a vent'anni fa. Non ha la forza, la maturità, l'originalità di «Caos calmo» (Premio Strega 2006), ma certo è davvero un bel leggere. Ci sono pagine incalzanti, di grande emozione per raccontare l'estraneità esistenziale di chi resta tagliato fuori (o paga) le trasformazioni della modernità (allora come oggi). «Non solo il progresso era arrivato - scrive Veronesi - ma aveva intestini che funzionavano regolarmente». Eccoli, allora, gli scarti di quell'organismo bulimico. Salvatore, il ragazzino ribelle fuggito dall'istituto di padre Spartaco, implacabile fustigatore di peccatori, piccoli e grandi, in odore di santità. Salvatore che si rifugia nel Cantiere, dove viene cresciuto dal vecchio ricettatore Omero, finché diventa socio in affari di Miccina, personaggio del Cantiere, professionista frodatore di assicurazioni per conto terzi: brucia capannoni di industriali in crisi.

Ecco Pampa, figlio del Cantiere, che ambisce a diventare amico e collega di Salvatore; è un ragazzino introverso e scontroso, cresciuto anzitempo, innamorato di Maddalena, anch'ella del quartiere, che si illude di sfuggire al destino della sua gente amoreggiando con i ragazzi del Buon Cammino. E poi suor Ernesta, promossasi direttrice del brefotrofio dei Cherubini, guardiana dei bambini, orfani morali di padre Spartaco ormai consacrato alla missione di esaltare Maria, per «resistere al progresso che tenta di umiliarla». E infine il piccolo Gaetano, «prigioniero» dei Cherubini, insieme a Pampa inconsapevole artefice del finale a sorpresa. Il romanzo di Sandro Veronesi cattura, una pagina via l'altra. Con tanta suspense e voglia di sapere quale sarà il destino di ognuno, quali le possibilità di riscatto. Brucia Troia mentre tutti sono distratti, incollati alla tv, e nel deserto della città risuona la telecronaca di Italia - Germania nella torrida estate del 1970. AUTORE EDITORE PAGINE EURO

Conosciuto durante gli anni Settanta del Novecento come Bhagwan Shree Rajnesh e più tardi come Osho, l’indiano Rajneesh Chandra Mphan Jain (1931-1990) è stato un leader carismatico e un maestro spirituale di grande successo. Per sua ammissione, a ventitre anni divenne «illuminato» e cominciò a proporre le sue tecniche di meditazione. In breve tempo radunò intorno a sé molti discepoli e nel 1974 si trasferì nella città di Poona, fondandovi il suo Ashram, una sorta di eremitaggio, che diventò il centro di terapia e di crescita interiore più grande del mondo, meta frequentatissima di migliaia di occidentali richiamati dalla crescente fama del Maestro. Nel 1981 Osho fondò una comune nello stato americano dell’Oregon, ma a causa di una serie di scandali venne espulso dagli Stati Uniti e fece ritorno a Poona. Nel suo insegnamento si trovano fusi elementi propri delle grandi religioni orientali

Uscito per la prima volta nel 1956, pubblicato solo oggi nella traduzione italiana di Massimo Romano, «Il piccolo libraio di Archangelsk», che Simenon sognava fosse interpretato in un film da Charles Aznavour, è nel titolo originale un «petit homme», che però non riusciamo mai a vedere come tale, perché in fondo quell’uomo siamo noi, con i nostri amori assurdi, devoti fino all’autolesionismo, schiavi di un demone interiore, forse semplicemente genetico. Il libraio di Vieux-Marché, nato a Archangelsk in Russia, è un esule russo, ebreo naturalizzato francese, figlio di un grande armatore di pescherecci rovinato dalla rivoluzione leninista. Collezionista di francobolli, nell’intera raccolta russa idealizza una patria, le sorelle e i genitori dei quali ignora il destino, riceve da tutto il mondo raccolte senza valore, con la lente le esplora alla ricerca di eventuali errori di stampa, accumulan-

(induismo, buddismo, taoismo) e alcuni tratti della cultura occidentale (filosofia greca, psicologia jungiana): egli tentò di adattare la millenaria sapienza dell’oriente alle esigenze dell’uomo contemporaneo, insistendo soprattutto sul valore dell’amore e della meditazione e indicando nell’illuminazione interiore l’esperienza più alta che l’essere umano possa compiere. Destarono scandalo e aumentarono enormemente la popolarità di Osho alcune sue dottrine in materia di sessualità: con esse egli invitava a superare qualsiasi morale sessualmente repressiva e a considerare in modo positivo ogni esperienza. Maurizio Schoepflin

UNA PERFETTA IMPERFEZIONE AMA CIÒ CHE SEI AUTORE EDITORE PAGINE EURO

Osho Cairo 320 16,50

AUTORE EDITORE PAGINE EURO

Kim Edwards Garzanti 412 18,60

di Alberto Ottaviano

La Grecia di Henry Miller iccola chicca letteraria della Ibis, editrice che ha sede a P Como e Pavia. Con il titolo Pri-

una sorta di disordinato diario di viaggio che è un omaggio alla Grecia, alla sua cultura, ai suoi abitanti. * Lasciare il Tfr in azienda? Conferirlo a un fondo per la pensione complementare? Manca ormai solo un mese - come dovrebbe essere ben noto - al termine entro il quale tutti i lavoratori del settore privato dovranno scegliere; non fare nulla equivarrà a un'adesione tacita (sul tema il nostro giornale ha pubblicato giovedì scorso un ampio inserto). Anche il volumetto Tfr e fondi pensione - tascabile uscito nella bella collana «Farsi un'idea» dell'editrice Il Mulino cerca di aiutare gli interessati a compiere una scelta più consapevole (8,80 euro). L'autore, Riccardo Cesari, già funzionario della Banca d'Italia e docente universitario di matematica finanziaria, non si limita a prospettare le diverse scelte possibili e le loro conseguenze, ma ricapitola le caratteristiche del nostro sistema pensionistico e le ragioni che hanno portato alle riforme degli ultimi quindici anni con la nascita della previdenza complementare.

FANTALIBRI

Sandro Veronesi Bompiani 232 16

Alberto Albertini

Osho, l’indiano espulso dagli Usa Il pensiero di un leader carismatico

FIGLIA DEL SILENZIO

BRUCIA TROIA

do esemplari rarissimi. Si è innamorato della sua cameriera, esuberante e infedele; per sposarla si è convertito al cattolicesimo con un matrimonio combinato dalla suocera che cercava di sistemare una figlia dalla pessima reputazione: la sua semplice e ordinaria biografia di «piccolo» uomo del primo Novecento è già da sola un romanzo, in parte storico, certamente amaro e triste; basterebbe in fondo quella - grazie al genio di Georges Simenon - per trasformarlo addirittura nel simbolo di un’epoca. Su questo sfondo la sparizione della moglie Gina sembra quasi secondaria, eppure diventa il punto di vista privilegiato per leggere la parte più profonda della vita del protagonista, una cassaforte che l’improvvisa fuga fa saltare, rompendo un apparente equilibrio, addirittura minando la sua identità: Jonas, il signor

Jonas, Jonas Milk, il signor Milk, non a caso viene chiamato in modo diverso man mano che aumenta il sospetto della sua responsabilità. Ma una volta violato il suo spazio sacro non esiste rimedio, l’immagine di sé letta negli altri è insopportabile: si sente come un detenuto che dopo una lunga prigionia riacquista la libertà e non sa che farne, come qualcuno che s’imbarazza per il rumore dei suoi passi sul selciato, quasi fossero quelli di un intruso. Fino a non riconoscersi più, a legittimare un gesto estremo e degradante che invece, paradossalmente, gli restituisce onore e dignità.

IL PICCOLO LIBRAIO DI ARCHANGELSK AUTORE EDITORE PAGINE EURO

di Marco Bertoldi

Earthsea completa, Minimei

Sandro Veronesi è tornato in libreria con «Brucia Troia»

Ilpiccologrande libraiodiSimenon Quando l’uomo qualunque si riscatta

FU UN MITO DEGLI ANNI SETTANTA

il primo romanzo di Kim Edwards, ma la scrittrice ha fatto centro nel raccontare, con incantevole efficacia, ed emozionandosi lei stessa, un’appassionante storia dove tante singole umanità riescono a fondersi e a commuovere, a costruirsi e reinventarsi laddove la decisione di uno solo aveva trovato modo di sconvolgerle. Anna Pedersini

I TASCABILI

me impressioni della Grecia esce un taccuino di appunti, finora inedito in Italia, di Henry Miller (a cura di Graziella Martina, 9 euro). Miller (1891-1980) è uno dei più celebri esponenti della generazione di «americani a Parigi» tra le due guerre mondiali. Trascorre infatti un decennio nella capitale francese, dove tra l'altro scrive Tropico del cancro e Tropico del capricorno, i due romanzi che gli danno notorietà e sono all'epoca accusati di oscenità. Nel 1939 Miller lascia Parigi, dove incombe la guerra, e trascorre un anno in Grecia a contatto con lo scrittore angloirlandese Lawrence Durrell. Al viaggio dedicherà il libro Il Colosso di Marussi, in cui l'esperienza ellenica è sentita come un recupero del divino nell'uomo. La prima testimonianza della sua scoperta della Grecia è però nel taccuino di appunti ora pubblicato, un testo che Miller aveva affidato al poeta Ghiorgos Seferis, Nobel nel 1963, e che è riemerso dalle carte da questi lasciate alla moglie. Si tratta di idee, impressioni, divagazioni:

Racconto psicologico del grande giallista pubblicato per la prima volta in Italia: l’autore sperava in un film con Aznavour

Simenon fu autore anche di alcuni romanzi psicologici

gherà i propri tentacoli su tutti i suoi cari, a cominciare dalla moglie, inconsolabile per la figlia che crede morta; e dal figlio, un bambino irrequieto che cresce solo in una casa piena di dolore; dall’altra Caroline che, a centinaia di chilometri da Lexington, scoprirà la gioia di una inaspettata maternità, e che le inevitabili difficoltà che incontrerà nel crescere Phoebe costringeranno a combattere una dura battaglia contro il mondo e i suoi pregiudizi. Fino al giorno in cui i destini delle due famiglie torneranno ad incrociarsi… «Figlia del silenzio» è

Georges Simenon Adelphi 172 16

Pagina a cura di:

MAURIZIO BERNARDELLI CURUZ e ENRICO MIRANI

nata come juvenilia, ossia come prodotto per i giovani È lettori, ma è stata ben presto

considerata una serie fantasy per i lettori di ogni età e nella quale gli adulti riescono a cogliere elementi e riflessioni che vanno ben al di là della trama avventurosa la saga di Earthsea di Ursula K. Le Guin, aperta nel 1968 da «Il mago di Earthsea» e proseguita «Con le tombe di Atuan» (1971) e «La spiaggia più lontana» (1972), una trilogia che ha avuto ulteriore sviluppo fra il 1990 e il 2001 con «L’isola del drago» e «I venti di Earthsea». Cinque romanzi, dai quali ha tratto ispirazione il cartone animato giapponese «I racconti di Terramare» di Goro Miyazaki, che reinventano in modo originale e suggestivo, nonché ricco d’avventura e popolato di maghi e draghi, il tema della lotta tra il Bene e il Male basandosi su una «mitologia» fascinosa che si basa soprattutto su due concetti: quello dell’«Equilibrio» («Non c’è notte senza giorno, non c’è silenzio senza parole» ecc...) e quello di una magia che deriva dalla conoscenza del «vero nome» delle cose. Una splendida saga con protagonista un giovane pastore destinato a divenire

il più grande mago di tutti i tempi, ovviamente superando ardue prove che ora la Nord pubblica per la prima volta in un’unico, corposo, volume: La leggenda di Earthsea (pagine 832, euro 19,90). Imperdibile. Due segnalazioni per i giovani lettori: Arthur e la guerra dei due mondi di Luc Besson (Mondadori, pagine 245, euro 16) è il terzo tomo della saga dei Minimei, esseri microscopici che vivono in un mondo in miniatura in cui era entrato il bimbo umano Arthur. Storie intriganti e piacevoli, portate di recente sullo schermo in un film poco fortunato e poco convincente, che sulla pagina ora proseguono con Arthur intrappolato nel minimondo e il suo rivale Emme il Malvagio è riuscito ad arrivare tra gli uomini, trasformandosi in un gigante mostruoso in cerca di potere. Come sconfiggerlo? La danza del tempo di Kate Thompson (Junior besteller Mondadori, pagine 369, euro 12) è una storia che mescola il folklore magico con la musica tradizionale dell’Irlanda raccontando di un ragazzino discendente di una famiglia di musicisti che vuol fare a sua madre il regalo da lei più ambito: il tempo.

Nell’opera narrativa di Jodi Picoult edita da Corbaccio la vicenda di una bambina concepita per salvare la primogenita dalla leucemia

La custode di mia sorella, al mondo come ruota di scorta Rita Piccitto Non è tanto chiedersi il perché delle cose a rappresentare un problema; è la risposta a un certo tipo di perché che può a volte diventare una tragedia. Anna Fitzgerald è una ragazzina di tredici anni e già da quando ha cominciato a capire, sa bene perché è nata: non era stato il risultato di un atto spontaneo, era venuta al mondo con uno scopo ben preciso: salvare la vita della sorella Kate. Nel romanzo «La custode di mia sorella» Jodi Picoult affronta un argomento difficile e doloroso relativo a temi scientifici molto attuali, quali la fecondazione assistita, l’utilizzo di cellule staminali e la donazione di organi; e lo fa attraverso la storia di una famiglia, una come tante, che vive il dramma di una bimba affetta da leucemia

«Le sorelle», una scultura di Alberto Martini

acuta promielocitica. All’età di tre anni infatti Kate si ammala, il fratello maggiore purtroppo risulta non essere un donatore compatibile, bisogna iscriversi nel registro e aspettare... finché non se ne trovi uno; ma la gara col tempo è crudele e quasi sempre perdente, si sa. Per questo i Fitzgerald decidono di avere un altro figlio; un concepimento poco ortodosso forse, la scelta di impiantare l’embrione giusto, quello compatibile, quello che avrebbe salvato Kate. «La prima volta che ho dato qualcosa a mia sorella si trattava di sangue prelevato dal cordone ombelicale ed ero una neonata» racconta la protagonista; da lì in avanti, pur non essendo malata, Anna entra ed esce dall’ospedale insieme alla sorella Kate per prelievi di linfociti, di cellule staminali dal sangue periferico, di granulociti e di

midollo osseo, non senza sofferenze, ovviamente. Ma quando si parla della donazione di un rene Anna, con la sicurezza di un adulto responsabile e cosciente, si reca da un avvocato e intenta causa alla sua famiglia, «per riprendermi i diritti sul mio corpo» spiega al legale che accetta di difenderla. In una sorta di pirandelliana «ragione degli altri» in cui emerge la cancellazione della propria ragione a vantaggio di quella altrui, il romanzo procede sempre in prima persona, anche se le voci cambiano, perché tutti i personaggi coinvolti nella vicenda sono prime persone, sono tutti protagonisti di questo immenso dolore; una sofferenza corale, una coperta troppo corta per far caldo a tutti contemporaneamente. Ma Jodi Picoult non propone soluzioni, racconta in maniera efficace e coinvolgen-

te, pur nella semplicità quotidiana, il dolore di ogni personaggio, seguendone la storia anche nel passato mentre fa della sua pietà il collante tra le parti, quasi a ricordare la sua personalissima storia come madre di una bambina che ha subìto ben dieci interventi chirurgici in soli tre anni. La sentenza di un giudice sembra essere l’epilogo all’atroce dilemma tra «la qualità della vita contro la santità della vita» e invece, poiché quando gli dèi ci vogliono punire, altro non fanno che esaudire i nostri desideri, il giudizio finale toccherà proprio al Fato, dio terribile che nell’antichità rendeva immortali i giovani eroi a costo del loro sacrificio.

LA CUSTODE DI MIA SORELLA AUTORE EDITORE PAGINE EURO

Jodi Picoult Corbaccio 428 18

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